24 Ore di Basket Lodi 2008 | 12ª Edizione

27/28 Giugno

LA STORIA DELLA 24 ORE

Parlare di "24Ore" all'ombra del Broletto o lungo i portici di piazza della Vittoria è come spalancare di colpo il libro dei ricordi di appassionati e non, più o meno nostalgici di un basket di altri tempi. Dalla prima edizione alla Casa della Gioventù (1980), all'ultima del Revellino (1990) passano i fotogrammi di undici indimenticabili edizioni che abitualmente a fine giugno, hanno caratterizzato l'estate lodigiana. Da semplice veicolo di promozione della pallacanestro, questa manifestazione diventa molto presto un appuntamento fisso che brilla di luce propria. La "24Ore" incarna il vero spirito del playground, del particolare stato d'animo che ti stimola a consumare la suola delle scarpe in interminabili sfide all'aperto con gli amici. I tempi sono cambiati, inevitabilmente anche il basket non è più quello di diciotto anni fa, a tutti i livelli; la molla che muove tutto però non si può modificare. E' la passione per la palla a spicchi che affronta immutabile il trascorrere del tempo. La sede della "24Ore" è cambiata diverse volte nel corso degli anni, parecchi sono stati pure gli sponsor, il successo è stato sempre crescente. Tanto da costringere ogni volta i responsabili della selezione degli atleti a impietose scremature per limitare le tante richieste dei partecipanti al numero previsto. Domenico Bernasconi trovò poi il modo di far passare meglio le lunghe nottate: risottate, musica e spettacolo. Francesco Salvi, quando ancora non lo conosceva nessuno, faceva sbellicare atleti e pubblico lodigiano. C'è di tutto nella "24Ore": amore per il basket, voglia di stare insieme, goliardia, capacità organizzative, amicizia, idee innovative, abilità di imparare dai propri errori e migliorare oltre che arrangiarsi. Chissà se Maurizio Fiorani si aspettava un simile successo quando nel dicembre del 1979 parlò a Domenico Bernasconi di un torneo dei bar a Varese della durata di un giorno? Là il basket è una religione, a Lodi da sempre si parla più di hockey e calcio. A un personaggio vulcanico come Domenico Bernasconi però le sfide sono sempre piaciute. Lo spunto di partenza è valido: organizzare una sfida lunga "24 Ore".

L'ESORDIO DEI PIONIERI CON IL RECORD

Al Tacchinardi, punto di ritrovo dei cestisti lodigiani, il semplice embrione (inizialmente un'idea da matti) grazie a notevoli sforzi organizzativi diventa qualcosa di più concreto nel giro di pochi mesi, tanto che il 27 giugno 1980 si alza il sipario su quella che passa alla storia come la 1ª edizione della "24Ore". Lo scenario è la Casa della Gioventù. La buona volontà degli organizzatori non manca, il pubblico risponde bene, ma ci si accorge molto presto che i 58 atleti selezionati non sarebbero stati sufficienti per sostenere l'impresa quando, dopo una nottata e un mattino di gioco ininterrotto, il sole comincia a scaldare le spalle dei partecipanti appannandone i riflessi. Come fare? Aristide Alcesi, parte del GSR Bernasconi organizzatore della kermesse, vola in bicicletta per le vie di Lodi alla ricerca di rinforzi. E' il giorno del fantastico record di Alberto Malaspina che resiste per 9 ore stabilendo il primato assoluto di gioco, mai neppure sfiorato nelle edizioni successive. Francesco Noli conquista invece il premio per il miglior marcatore. Il pubblico aumenta con il passare delle ore, le tribune sono piene all'inverosimile: gli ultimi due turni, destinati alle selezioni dei migliori partecipanti (maschi e femmine) si disputano davanti a tanti appassionati, pronti a confermare con una valanga di applausi il gradimento della manifestazione. E' la certificazione che gli organizzatori cercavano per dare continuità alla propria idea.

LA SECONDA VOLTA E L'ARTE DI ARRANGIARSI

Stimolata dal successo ottenuto al primo colpo, migliorati parecchi dettagli, iscritti più atleti, l'avventura della "24Ore" continua: la palla a due il 26 giugno 1981 . Si gioca sempre alla Casa della Gioventù, ma il CSI nega l'utilizzo di docce e spogliatoi e del campo di calcio dove erano sistemate le tende per alloggiare i partecipanti. Tutti a casa? Neanche per sogno. Quelli del GSR Bernasconi approfittano dell'aiuto del parroco dell'Ausiliatrice e costruiscono docce e spogliatoi nel cortile-garage del sacerdote, la zona notte e le tribune intorno al campo da gioco. La manifestazione si tiene regolarmente dimostrando lo spirito di adattamento e la voglia di fare degli organizzatori che "sentono" già l'importanza di un avvenimento destinato ben presto a valicare i confini del lodigiano per farsi conoscere in giro per l'Italia e attirare i più bei nomi del basket nostrano. Il tempo è clemente (nei giorni precedenti Giove Pluvio sembrava avesse preso possesso del cielo di Lodi), il centinaio di partecipanti, tra atleti e atlete divisi in due squadre sponsorizzate da Banca Popolare di Lodi e Boutique Luisa (vincente per 1870 a 1800) tengono vivo l'interesse di tutti anche durante la nottata, allietata da una gigantesca spaghettata. Le emittenti locali Radio Adda, RadioLodi, Radio Onda Zeta e Radio Montezuma, come l'anno prima, hanno assicurato la diretta (quasi) ininterrotta della kermesse. "Popi" Valloncini (150 punti) è il migliore realizzatore, Giovinetti (140) lo segue a ruota precedendo il lodigiano Francesco Noli. Fra le donne prevale la Giordano seguita da Barattini e Della Noce della Pallacanestro Fanfulla.

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